60) Arendt. Sulla contemplazione.
Le riflessioni di Hannah Arendt sul totalitarismo sono alla base
anche di questa lettura, in cui  presente una convinta
valorizzazione della contemplazione. Contemplare aiuta a resistere
alla manipolazione di massa e rende l'uomo meno superbo di fronte
al ksmos.
H. Arendt, Vita activa, traduzione italiana a cura di F. Finzi,
Bompiani, Milano, 1964, pagine 121-122.

 Nella tradizione che giunge fino all'inizio dell'et moderna, il
termine vita activa non perdette mai il suo significato negativo
di in-quietudine, nec-otium, aschola. In tal modo esso rimaneva
intimamene legato alla sempre pi fondamentale distinzione greca
tra cose che sono da s ci che esse sono e cose che devono la
loro esistenza all'uomo, tra cose che sono physei e cose che sono
nmo. Il primato della contemplazione sopra l'attivit si fonda
sulla convinzione che nessun lavoro prodotto dall'uomo pu
eguagliare in bellezza e verit il Kosmos fisico, che vive di
leggi proprie nell'eternit immutabile senz'alcuna interferenza o
assistenza dall'esterno, da parte dell'uomo o di Dio. Questa
eternit si dischiude agli occhi mortali solo quando tutti i
movimenti e le attivit umane sono in perfetto riposo. Riferite a
quest'attitudine di quiete, tutte le distinzioni e articolazioni
entro la vita activa scompaiono. Dal punto di vista della
contemplazione, non ha importanza che cosa disturbi la quiete
necessaria, quando questa  disturbata.
Tradizionalmente, quindi, il termine vita activa riceve il suo
significato dalla vita contemplativa; la sua limitatissima dignit
le  conferita dal fatto che essa i serve la necessit e il
bisogno di contemplazione in un corpo vivente.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagina 688.
